Pellegrinaggio UNITALSI 25\30 luglio 2026
A Lourdes si arriva la mattina presto con il bus: i negozi sono ancora chiusi, non molte sono le persone lungo le strade che fra poco saranno affollate. Ritornare a Lourdes, dopo la lunga pausa invernale genera emozioni contrastanti. Perché è un ritrovare e un ritrovarsi su noti percorsi, nel timore di trovare qualcosa di diverso e sbagliato. Annuso l’aria, riconosco gli odori, le mie orecchie sentono di nuovo la voce dell’acqua, il Gave e la sua cascata, il fragore della caduta delle acque, di fronte ai nostri alberghi, alla Source e alla Salus Infirmorum, che prelude alla pacifica canzone del Gave dentro al Santuario. Il Gave, il caro fiume di Bernadette, dalle acque verdi.
Siamo un gruppo non troppo numeroso e questo ci consente di guardarci, conoscerci, respirare vicendevolmente le nostre emozioni: chi non è mai stato a Lourdes e avrebbe voglia di correre subito verso la grotta di Massabielle, chi torna dopo tante volte e si ritrova nelle stesse sensazioni che ho descritto nelle parole precedenti, chi è già stato a Lourdes come pellegrino e ritorna ora come volontario. Siamo partiti con due bus diversi e non arriviamo contemporaneamente. Ma non dobbiamo attendere molto: lo scendere da due bus diversi, con un lieve ritardo di uno dei due nell’arrivo, prolunga l’attesa, che è anche gioia, e il ritrovarci nello stesso luogo sacro, con gli stessi obiettivi, nello stesso spirito è già una prima, intensa emozione. Il piccolo libretto che ci è stato consegnato prima della partenza, “In pellegrinaggio… Celebrazioni, preghiere e canti”, come sottolinea Mons.Rocco Pennacchio, nella Prefazione, oltre che essere un pratico ausilio sarà uno strumento in mano di tutti i pellegrini Unitalsi e un invito a ricordarci gli uni gli altri nella preghiera e “lo Spirito Santo ci riunirà in un solo corpo”. Ho avuto modo, durante le prime ore del viaggio, di leggere la bella Prefazione e ho cercato le letture delle prime Messe del nostro Pellegrinaggio e ho sentito l’unione dei pellegrini, dei malati, dei volontari proprio in questo percorso di unità. Sin dall’inizio ho pregato lo Spirito Santo perché mi fosse, ci fosse, accanto.
Il tema pastorale del 2026, l’Annunciazione, si presenta all’inizio del nostro percorso e ci guida nella prima visita al Santuario e poi nei giorni seguenti. Come viene ricordato sul sito del Santuario, l’Annunciazione è “L’alba di un’avventura”. Ci ripeteremo per ogni celebrazione, per ogni momento sacro, in ogni canto solenne che intoneremo verso il cielo, nei luoghi dove Maria ha voluto farsi riconoscere da una ragazzina obbediente e generosa, che l’Annunciazione “ non è soltanto un evento lontano. È l’archetipo di ogni inizio nella fede”. In quel preciso momento, Maria non conosce il futuro. Non ha una mappa dettagliata. Non conosce né la fuga in Egitto, né l’ombra della croce. Che cosa possiede, allora? * Una profonda disponibilità interiore. Una calma abitata da una Presenza («il Signore è con te»).”
Un favore divino non meritato, una grazia.Il pensiero a quanto accadde a Lourdes nel 1858 ci accompagna. Bernadette obbediva in ogni momento delle Apparizioni Mariane, e,, in seguito, a quanto le venne chiesto da Aquerò, la bella signora che Bernadette non osò mai chiamare diversamente. Tutto il suo percorso è stato un percorso di obbedienza. La Vergine Maria, al momento dell’Annunciazione, fece una sola domanda all’Angelo, riguardo alla sua non “conoscenza” di un uomo. Ma rispose alla chiamata di Dio, Lei, piena di grazia. Lei, che aveva il Signore con Lei. Lei, benedetta fra le donne, Lei che avrebbe portato nel cuore e nel seno il mistero della nascita di Gesù.
A Lourdes, il percorso di Bernadette, che seguono i pellegrini durante i giorni del Pellegrinaggio, è un percorso di consapevole obbedienza. Lo Spirito Santo ci ha guidato, ci guida e ci guiderà verso le strade percorse da Bernadette con il Suo grande segreto nel cuore. Ogni momento protocollare del Pellegrinaggio, dai primi passi nel Santuario, alla prima Messa e al primo Passaggio alla Grotta, al percorso attraverso il centro storico sui “passi di Bernadette”, agli intensi momenti del Gesto dell’Acqua e soprattutto dell’Unzione degli Infermi seguono la linea tracciata, prima di noi, da altri pellegrini, da gruppi di fedeli in momenti di fede individuale e convissuta insieme, aiutati certamente dallo spirito di Lourdes. Lo Spirito Santo, come dicevo, ci accompagna e ci ha accompagnato, mentre seguivamo le tracce di un qualcosa che la mente non sempre riesce a decifrare. Anche le celebrazioni rituali come le due processioni, quella Mariana, detta “Aux Flambeaux” e quella Eucaristica, benché non svolte camminando, ma seduti, all’interno, nella solennità della Basilica San Pio X, per motivi meteorologici, ci richiamano al progetto di Dio per noi, il progetto che Maria, e poi Bernadette hanno accettato come Ancillae Domini.
Ogni tanto, nei giorni del Pellegrinaggio, mi sono domandata se stessi percorrendo il giusto percorso, se fossi in armonia con gli altri, con il luogo, con gli obiettivi del Pellegrinaggio. La risposta l’ho ricevuta durante la Processione Eucaristica, quando il Santissimo si è avvicinato a noi, a me, a chi era vicino a me. E nella Messa Internazionale la sensazione che provo ogni volta, nel sentire pregare, cantare, leggere in diverse lingue mi ha riconfermata nella presenza dello Spirito Santo: il superamento di Babele, attraverso la Pentecoste.
Il partire da Lourdes è sempre un momento di distacco da tante cose: dalla Grotta, dal fiume Gave, dai luoghi del Santuario, dalla stessa routine quotidiana, rassicurante, dei Pellegrinaggi, con una serie di scadenze, di orari, di attività da fare insieme. Ma, come sempre, quello che ti porti dentro supera la delusione del ritorno alla vita normale della città, del lavoro, delle attività non sempre gradite. Lourdes è Lourdes, dove il cielo incontra la terra. Il ritorno è stato un’occasione per meditare, per ricordare, per annotare pensieri e sensazioni.
A Genova ci siamo abbracciati. Eravamo, come già detto, non moltissimi e questo ha consentito di conoscerci, di raccontarci. Ci siamo “ritrovati”, noi pellegrini, nelle calde giornate di fine giugno, nel luogo dove il “ritrovarsi” nella Fede, nella Speranza e nella Carità, è la guida per la nostra vita. Anche dopo il Pellegrinaggio. Come al momento dell’Annunciazione per Maria. Come durante le Apparizioni Mariane per Bernadette: un favore divino non meritato, una grazia.
Maria Cristina Castellani Volontaria Unitalsi




