CIAO CARLO

E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE IL NOSTRO AMATO CARLO ALBANESE

 

Il giorno di Santo Stefano ci siamo svegliati con una brutta notizia  che l’Amato Carlo e’ tornato tra le braccia della nostra Mamma Celeste di Lourdes

Ieri ha festeggiato il S.Natale con le sorelle e tutti i nipoti passando una bella giornata

Il Santo Rosario sarà celebrato Domenica 28 Dicembre ore 18:30 presso nelle Camere Ardenti dell’Ospedale San Martino.

Il funerale sarà celebrato Martedi 30 Dicembre alle ore 10 nella Parrocchia Gesù Adolescente  dei Padri Barnabiti Via Padre Giovanni Semeria 38 Genova

Vogliamo ricordarlo così

 

ALCUNE TESTIMONIANZE SU CARLO

FRANCESCA GALLELLI:

Non ero pronta…ammesso che ci si possa preparare alla morte…ma per me tu eri e forse sei, immortale…chissà se lo sai tutto l’amore che hai generato, chissà se sapevi e sentivi di essere amato così tanto da tutti…ti amavamo quando parlando ci sputavi addosso, quando ci insultavi, quando ridevi di gusto, santo cielo che bello vederti ridere! Ti amavamo quando facevi il dito medio a chi ti dava fastidio o ti stava sul cazzo o anche semplicemente ai passanti…la tua ironia..ma quanto ci mancherai?!
Io si sa sono un po’ dori, ma in 25 anni qualcosa lo abbiamo creato e si è sedimentato in ognuno di noi…quando con lupi ti lanciavano nel nostro sport preferito “il carling” e tu gridavi “pistaaaaaaa”…
Quando soffiavi sulle candeline della tua torta e la riempivi di bava….ricordo una sera sdraiati per terra nel ristorante con una tua crisi epilettica epocale, durata non so quanti infiniti minuti, ti ho imbottito di farmaci…e quando ti sei ripreso ridevi di gusto per tutte le persone che ti guardavano…uno show man nato!
Sei stato il collante di tutti noi, ci hai fatto divertire, ci hai fatto crescere, ci hai fatto sentire persone migliori…tiravi fuori il meglio in ognuno di noi…
Un amico ieri mi ha chiesto “Cosa ti ha detto Carlo in questi 25 anni?” Ecco, mi hai detto Che mandarmi a fare in culo è un gesto di amore…che niente è ciò che sembra…che l’amore non ha confini, che amarsi ha mille forme, che le risate non sono mai scontate, che il telefono che squilla 45 volte in 2 ore non è un tormento, che stare male e prendersi cura l’uno dell’altro è divertente…che il corpo è un limite ma che spesso si può superare…
La verità è che senza di te siamo tutti un po’ più ordinari…sicuramente più tristi e un po’ più soli…
Mandali tutti a fare in culo lassù come solo tu sai fare! A presto amico mio, grazie per non esserti mai stufato di me…
SIMONE LUPI
Carletto.. oggi ho ripensato a tutti i 25 anni di nostra amicizia.. Il primo pellegrinaggio: io ero con tutta la famiglia a ringraziare la Madonna, non ero mai stato a Lourdes, tutte persone ed emozioni nuove per me.. sono tutti molto gentili con me, tutti tranne uno.. TU! L’unico a cui portavi la coperta per coprirsi dal freddo e tu rispondevi mandandoci a cagare, e facendoci o il dito medio o il segno delle corna.. mi stai subito simpatico e cerco di stringere amicizia con te, scopro che abitiamo più o meno nella stessa zona e ci scambiamo il numero di telefono.. Da lì iniziano le tue mitiche chiamate.. Menomale arriva il servizio “Chi è” di telecom e alla quarta chiamata di fila in arrivo dal numero 010 37777… iniziamo a gridare in casa “Non rispondeteeeeee!!”.. Poi iniziamo a vederci nei week end, ti veniamo a prendere, vieni a pranzo da noi, la sera quando dobbiamo riportarti a casa inizi a sbroccare, dici che non ci vuoi vedere mai più.. la prima volta ci rimango malissimo, mi chiedo cosa abbiamo sbagliato.. poi il lunedì vedo di nuovo quattro chiamate dal tuo numero e capisco che era il tuo modo di salutare.. Passano gli anni, l’amicizia è sempre più stretta, e cominciamo a fare un sacco di cose insieme extra Unitalsi, tipo andare in discoteca, al concerto di Ligabue (dove abbiamo rischiato la vita perché in mezzo a una marea di fan sfegatati tu hai sbroccato perché ci hanno messo in una zona dove tu non ci vedevi bene e hai incominciato a urlare una riga di insulti a Ligabue… a fine concerto ci fanno anche andare nei camerini a fare la foto con lui.. e tu hai continuato a insultarlo anche lì!), ti facevo fare le sgommate con la carrozzina, ti ho portato su una macchina da rally a fare freni a mano su una strada sterrata, oppure ricordo le notti al Salus a Lourdes a sparare cavolate con la Gallelli e a giocare a carling con la tua carrozzella…
Poi la sera quando finiva la bella giornata passata insieme iniziavi a sbroccare e cercavi sempre di provocarci per farci arrabbiare. Mi dicevi: “Sei uno stronzo”.. “Sì Carlo lo so”. “Sei un bastardo”.. “Sì Carlo hai ragione”.. “Sei un bastardo come tuo padre!” “E dai Carlo, che cavolo!” Era impossibile non volerti bene, più tu ci trattavi male e più tutti si affezionavano a te, perché era il tuo modo di dimostrarci il tuo affetto. Una volta ero con Fish che ti stavamo caziando perché come al solito facevi casino perché non volevi andare a dormire, e arriva Matteo che dice: Lasciate, ci penso io; e prova con le buone a farti ragionare. Dopo due secondi lo avevi già mandato a cagare. Dopo tre minuti sbrocca anche lui e sentiamo urlare: “Carlo la mia pazienza ha un limite, e tu lo stai superando!” Vedo il tuo braccio destro, lungo due metri e potentissimo, che scatta all’improvviso e boom, un pugno secco nei maroni con Matteo piegato in due dal dolore! E Fish che gli fa: “Ah sì sì, tu sì che sai come prenderlo Carlo”.
Poi un anno decido di chiedere a Roberta di sposarmi a Lourdes. Preparo l’anello, lo nascondo in una scarpa in valigia. Problema: nei treni si sente sempre più spesso di furti soprattutto al confine con la Francia. Panico; come faccio? Soluzione: lascio la mia valigia a Carlo in attrezzato, tanto lui non vuole mai dormire e la sorveglia lui! Ti dico che c’è una cosa molto importante dentro, e tu sei stato tutta la notte abbracciato alla mia valigia!
Ho tantissimi ricordi con te, tutti belli.. giornate insieme a ridere e divertirsi, facendoti arrabbiare, chiamandoti Carletto, tirandoti i peli delle orecchie o in mille altri modi..
Ancora stamattina ero al Circeo con Vale e le dico: “Guarda, il Circeo è fatto come il naso di Carlo!” E ho provato a chiamarti… poco dopo ho saputo, e non ci riesco ancora a credere.
Mi mancherai tanto Carletto, ti voglio bene Carlo Albanese